Custodiamo Brenzone. Insieme.

Dal 1994 il CTG Brenzone promuove la conoscenza del territorio e la tutela dei suoi valori naturali, storici e culturali. Siamo un’associazione di volontari che cresce con la comunità: cerchiamo nuove persone che vogliano unirsi a noi per proteggere e valorizzare questo patrimonio unico tra il lago e il Monte Baldo.

Ventisei CTGini pronti per partire … destinazione Calabria!

A guidare il gruppo sarà la nostra instancabile mentore Anna Devoti, affiancata da Maria Rosa e Danilo, due apprendisti accompagnatori in cerca di esperienza!

Conosciamo la nostra guida, Vincenzo, e l'autista, Michele. Ci accompagneranno per tutti e 5 i giorni.

Pizzo, prima tappa: scopriamo una chiesetta scolpita nel tufo, la chiesetta di Piedigrotta. La sua particolarità è che tutte le statue sono scolpite nel tufo ed è a picco sul mare. Mare, profumo di mare.

Le scoperte non finiscono qui: assaggiamo il famoso TARTUFO di Pizzo, inventato da un gelataio messinese negli anni 50. Non è un’invenzione della Bindi, come avevamo da sempre pensato.

Continuiamo con la visita al castello Aragonese, qui venne ucciso Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Bonaparte, il 13 ottobre 1815: approdato su questa costa per un tentativo di riconquista delle Calabrie, fu accerchiato dalla popolazione su ordine di Ferdinando IV di Borbone e fucilato dopo un processo sommario.

Si parte alla volta di Tropea. 

Il nome Tropea deriva dal greco Tropaion, cioè trofei. Cena e visita by night della città.

Ore 7 colazione per partire alle 7.30 alla volta di Serra San Bruno. Alla Certosa di San Bruno ..

Maciniamo tanti chilometri, ma ne vale davvero la pena: alla Certosa di Serra San Bruno si respira una profonda spiritualità. Rimaniamo colpiti dal modo di vivere dei monaci, fatto di silenzio, preghiera e semplicità, soprattutto sapendo che incontrano le loro famiglie solo una volta all’anno. 

Capo Vaticano dal panorama meraviglioso.

Torniamo a visitare Tropea e la sua Cattedrale. 

Visitiamo Scilla, un caratteristico borgo sul mare con vista sullo stretto. Secondo la leggenda, Scilla era una bellissima ninfa del mare. Quando respinse l’amore del dio marino Glauco, la maga Circe, gelosa, la trasformò in un terribile mostro marino con teste di cane e corpo serpentino. Ancora oggi il suo nome è legato allo stretto tra Calabria e Sicilia e alle sue antiche leggende.

Finalmente arriviamo a Reggio Calabria per ammirare i famosi Bronzi di Riace. Chi se li immagina come giganti potrebbe restare un po’ sorpreso, ma nell’antichità una statura di circa 1,90 metri era eccezionale: potevano davvero rappresentare eroi, guerrieri o persino divinità. Davanti a queste straordinarie statue, però, le dimensioni passano in secondo piano rispetto alla loro bellezza e imponenza. 

La guida ci prende anche per la gola: a Reggio Calabria le gelaterie da non perdere sono due, la storica Cesare e la più recente Sottozero. Qualcuno le  assaggia entrambe e possiamo confermarne la bontà!

Purtroppo il tempo cambia e un improvviso acquazzone sorprende il gruppo: molti di noi finiscono bagnati fradici, mentre i più temerari, o forse semplicemente più incoscienti, continuano a esplorare la città sotto la pioggia. Sul magnifico Lungomare riusciamo comunque ad ammirare l’affascinante opera di Edoardo Tresoldi, che con la sua leggerezza sembra dialogare con il mare e il cielo.